Cultura

Torna alla pagina iniziale

Stabilimento idrovoro della Travata

Bagnolo San Vito

Con la sua pregevole architettura industriale, l’impianto idrovoro della Travata di Bagnolo San Vito è un simbolo della millenaria lotta delle popolazioni rivierasche di pianura con l’acqua. Si tratta di un’opera idraulica ed architettonica, tra le più significative della Pianura Padana, firmata nel 1922 dall’ingegnere Pietro Ploner (1888-1951): una struttura sorprendente che testimonia lo stretto legame tra Mantova e le sue acque, e che affascina con il suo sobrio stile neorinascimentale con elementi liberty. La sua storia è ben documentata nel “Museo diffuso del fiume e conca del Bertazzolo”, allestito in un edificio – ex casa dei Concari – che sorge ridossato all’argine del Mincio al limite del territorio di Governolo di Roncoferraro. Grazie a questo Impianto circa 12.000 ettari di territorio agricolo ed urbano non subiscono allagamenti.

Guarda il video

Riproduci video

Percorsi in bicicletta o a piedi

Cosa vedere:

Stabilimento Idrovoro della Travata, il basso corso del Mincio, i canali

Km. 22: Difficoltà media.
Accesso: Bagnolo San Vito, Chiesa Parrocchiale

Museo diffuso del fiume e conca del Bertazzolo

Bagnolo San Vito e Roncoferraro
Il Museo del Fiume – Conca del Bertazzolo nasce grazie alla fruttuosa collaborazione delle Amministrazioni Comunali di Bagnolo San Vito e di Roncoferraro, insieme a Regione Lombardia. Sorge in fregio all’ex Conca di navigazione del Bertazzolo, sulla sponda sinistra del fiume Mincio, poco prima della sua confluenza nel Po, in località Governolo. Fa parte del comprensorio dell’Ecomuseo della risaia, dei fiumi e del paesaggio rurale mantovano, di cui è polo informativo. Il percorso museale è costituito da pannelli esplicativi, da alcuni modelli in scala e da quattro video in lingua italiana e inglese, ha un taglio scientifico-didattico e racconta la storia del basso Mincio, una porzione di territorio che è sempre stata strategicamente importante per il controllo delle acque della città di Mantova. Si passa dall’abitato etrusco del Forcello (VI – IV secolo a.C.) al castrum di Governolo, dai progetti di Gabriele Bertazzolo (1570 – 1626), il più famoso degli ingegneri idraulici mantovani che qui operò per conto del Ducato gonzaghesco, all’attuale disposizione e funzionamento della Conca, che oggi come in passato rende possibile la navigazione fluviale, commerciale e turistica, del fiume Mincio, mettendo in collegamento i laghi di Mantova con il fiume Po ed il mare Adriatico. Il filo conduttore è l’acqua, intesa come risorsa indispensabile all’insediamento, all’agricoltura, alla difesa militare, alla comunicazione e al commercio. Essa è al contempo elemento vivificante e, con le alluvioni, minaccia alla sopravvivenza delle comunità. Il Museo è stato inaugurato il 19 ottobre 2013. È nato dal sapiente recupero della ex Casa dei Concari. Si trova accanto all’Ostello dei Concari (ex Magazzini Idrici) e vicino all’attracco fluviale delle motonavi provenienti dai laghi di Mantova. È tappa degli itinerari ciclo-turistici europei EuroVelo 7 (Capo Nord – Malta) ed EuroVelo 8 (Cadice – Atene). La ex Conca di navigazione è parte integrante del percorso di visita.

Guarda il video

Riproduci video

Informazioni utili

MUSEO DIFFUSO DEL FIUME

Via N. Bixio 10
Località Governolo
46031 Bagnolo San Vito

INFO E PRENOTAZIONI

tel. 340 8806468
e-mail: info@museodiffusodelfiume.it
web: www.museodiffusodelfiume.it

GESTIONE

Pro loco di Roncoferraro
e Pro loco di Bagnolo San Vito.
Su prenotazione è possibile visitare
il Museo e la Conca del Bertazzolo
durante tutto l’anno e fuori dagli
orari di apertura programmati.

Parco Archeologico del Forcello

Bagnolo San Vito

Il Parco Archeologico del Forcello sorge sopra i resti di un importante sito etrusco scoperto negli anni ’60 e ’70 del XX secolo da appassionati locali. Fu in seguito riconosciuto dal prof. Raffaele De Marinis come il primo abitato etrusco scoperto a nord del Po grazie alle iscrizioni in alfabeto e lingua etrusca e alle testimonianze di cultura materiale. Gli scavi archeologici condotti nel sito dal 1981 ad oggi dall’Università degli Studi di Milano, hanno portato alla luce una piccola porzione di questo abitato con una lunga sequenza stratigrafica, articolata in nove fasi insediative principali. L’abitato, che copre una superficie di circa 12 ettari su un dosso all’interno del bacino del Mincio, fu scelto dagli Etruschi per sfruttare le possibilità di approdo di imbarcazioni che risalivano l’Adriatico e il corso del Po. Per circa 150 anni il sito fu un importante centro di traffici commerciali con la Grecia e l’Europa centrale, come attesta la straordinaria ricchezza e varietà di reperti recuperati dagli archeologi in diversi anni di ricerche. L’abbandono del Forcello attorno al 388 a.C., in concomitanza con l’invasione dell’Italia settentrionale da parte di varie tribù celtiche, determinò la crescita dell’importanza di Mantova quale centro che rimarrà fortemente permeato della cultura etrusca fino alle soglie dell’epoca romana. Oggi il Parco si pone l’obiettivo di rendere fruibili al grande pubblico i risultati della ricerca archeologica mediante attività didattiche di laboratorio per l’utenza di età scolare e ricostruzioni sperimentali destinate ad eventi dimostrativi per adulti e bambini, quali le fornaci per la cottura delle ceramiche e la “Casa dei pesi da telaio”, la ricostruzione a grandezza naturale di un’abitazione etrusca scavata negli anni Ottanta. Visitando il Parco nei periodi di apertura dello scavo, sarà possibile assistere al lavoro sul campo e di inventariazione dei reperti da parte dell’equipe di archeologi dell’Università degli Studi di Milano.

Guarda il video

Riproduci video

Informazioni utili

PARCO ARCHEOLOGICO FORCELLO

Via Forcello, 3 – S. Biagio di Bagnolo S. Vito (MN)
Sulla SP 413, prendere per Via Valle

Tel. 340 8806468
info@parcoarcheologicoforcello.it

www.parcoarcheologicoforcello.it

Via Forcello, 3
S. Biagio di Bagnolo S. Vito (MN)
Sulla SP 413, prendere per Via Valle
Tel. 340 8806468
info@parcoarcheologicoforcello.it
www.parcoarcheologicoforcello.it

Palazzo Marani

Bagnolo San Vito

Palazzo Marani detto anche “il Palazzone” è un esempio di splendida architettura settecentesca. L’edificio conserva la sua dignità strutturale. Due sinuose scalinate, simmetricamente disposte, conducono al porticato attraverso cui si accede alla villa. Una lunga ala si raccorda alla chiesetta privata. Questo palazzo fu sede, tra l’altro, nell’800, di un riformatorio per ragazzi.

Dove si trova:
Via Campione, 28 – Bagnolo San Vito (MN)

Via Campione, 28
Bagnolo San Vito (MN)