
Ippolito Nievo (n. 1831 - m. 1861)
Ippolito Nievo nacque in una famiglia di idee liberali il 30 novembre 1831 a Padova, alla fine di un biennio di insurrezioni.
Nel 1848, studente di liceo, prese parte ai moti rivoluzionari prima a Mantova, poi in Toscana.
Attratto dapprima dagli ideali mazziniani, aderì negli anni Cinquanta al programma di Cavour.
Prese il via negli stessi anni la sua fecondissima attività di giornalista, poeta e romanziere.
La breve esistenza dello scrittore fu dunque scandita da avvenimenti storici molto significativi sul piano politico, al pari della vita di Carlo Altoviti, il personaggio protagonista del suo grande romanzo, Le Confessioni d’un Italiano.
Veneto per nascita, friulano e lombardo per ascendenze familiari, ma italiano per elezione, Nievo affidò a romanzi, novelle, poesie e articoli di giornale le proprie speranze nel risorgimento della patria, nella libertà e nell’unità dell’Italia «dall’Alpi alla Sicilia» e si propose di esercitare attraverso la letteratura un influsso sulle opinioni e sulle scelte dei suoi contemporanei.
Persuaso che fosse necessario creare le condizioni per una più ampia partecipazione popolare alla rivoluzione nazionale, si avvicinò a Garibaldi. Nel 1859 combattè nelle file dei Cacciatori delle Alpi; l’anno seguente, imbarcatosi con i Mille, fu nominato viceintendente della spedizione. Morì nella notte tra 4 e il 5 marzo 1861 nel naufragio del vapore «Ercole» che avrebbe dovuto ricondurlo a casa; pochi giorni prima della proclamazione del nuovo Regno d’Italia.
Fu coraggioso, determinato, anticonformista. Uno scrittore politico da annoverare fra i più importanti romanzieri europei.
Rodigo è stato il suo paese natale. Il padre Antonio era mantovano e la madre Adele Manin apparteneva a una nobile famiglia veneta, ma a Rodigo Ippolito aveva anche uno zio paterno, Nicola Nievo, consigliere comunale nel 1859.
La madre a Adele Manin vive a Fossato, frazione di Rodigo, quando Ippolito all’età di 29 anni, residente a Milano, nel 1860 le inviava una lettera dove scriveva: “Ti pregherei, al ricambio, di farmi iscrivere all’anagrafe di Rodigo per ottenere così il passaporto italiano; non sono iscritto in alcun luogo della terra e, qui o là, ho diritto di esserlo”.
Rodigo, diversamente da Mantova ancora sotto il dominio austriaco, era da poco tempo un paese libero.
Oltre alle opere letterarie, Ippolito, scrisse numerose lettere da e per Fossato, nonché due novelle tratte dal Novelliere Campagnolo.
In questi testi lo scrittore dimostra il suo attaccamento a Rodigo, in particolare alla frazione di Fossato, dove poteva godersi la libertà dei campi con lunghe camminate e andando a caccia.
CASA DI IPPOLITO NIEVO
Fossato - Fraz. di Rodigo
Str. Mirandola, 1
La casa della famiglia Nievo si trova a Fossato, piccola frazione di Rodigo.
La palazzina è indicata da un cartello ne segnala la presenza.
Alessandro Nievo, nonno di Ippolito, acquistò la proprietà nel 1756 dal marchese Carlo Capilupi.
Attualmente l’edificio si presenta ben conservato: casa padronale, a forma quadrata compatta, con l’entrata centrale adornata da colonne e ampie finestre in ferro battuto.
Un giardino la separava dalla stalla con fienile e dalla casa della servitù.
Al suo interno, un lungo corridoio porta in un ampio salone affrescato con camino.
Gli affreschi nel tinello sono opera del pittore veronese Giuseppe Canella, che li realizzò fra il 1811 e il 1815, epoca in cui è documentata la sua presenza nel Mantovano.
Il soggiorno del Nievo a Fossato risale agli anni che vanno dal 1855 al 1861, gli anni più tormentati della sua vita letteraria e patriottica.
Attualmente è di proprietà privata.
Per approfondimenti:
https://www.comune.rodigo.mn.it
NEL COMUNE
DI RODIGO

